Evita errate interpretazioni della normativa ambientale

Anche oggi sono alle prese con il SUAPE, lo sportello unico per le attività produttive e l’edilizia.

 

Controllando con attenzione la ricevuta del deposito della documentazione si possono scoprire dei dettagli importantissimi.

Nel video di oggi il Dott. Massimino parla di un caso concreto.

Trattasi di un’attività commerciale che ha depositato una autocertificazione (come da articolo 9 e 10 del regolamento regionale) e che ha ottenuto il titolo abilitativo soltanto per il fatto di aver presentato nel modo corretto la modulistica.

Ok, mi fermo un attimo, hai capito bene.

Con il nuovo SUAPE gli uffici preposti hanno 60 gg per chiedere integrazioni alla modulistica che tu privato/azienda depositerai, ma ciò che ti può interessare particolarmente è che con la ricevuta sei già pre-autorizzato.

Potrai già iniziare a produrre, a lavorare, e così via, ed è loro diritto e dovere chiedere a te tutto ciò che può servire a confermare la tua domanda. Le tempistiche sono sempre e comunque due mesi.

Quindi basta Conferenza di Servizi, cioè riunione plenaria dei pubblici funzionari che decidono se devi consegnare alti documenti e se il depuratore che hai scelto va bene.

Quindi basta errore umano, o interpretazione personale di un prodotto rispetto ad un altro.

Quindi basta lungaggini che possono arrivare anche a anni.

Sei pre-autorizzato e puoi procedere, ma attenzione.

Si, infatti devi prestare particolare attenzione a ciò che consegni, e che sia compilato nel modo corretto e non si contraddica.

 

Ci è capitato che un ingegnere a cui avevamo supervisionato la documentazione autorizzativa, andasse poi ad aggiungere crocette o cancellare voci perchè secondo lui non erano corrette.

E’ lecito che tu lo faccia, ne hai piena libertà, ma mi chiedo cosa dirai al tuo cliente quando ti rifiuteranno la pratica.

Sì, perchè è andata così.

Il Dottore, quando supervisiona la documentazione prima della consegna, non solo verifica che tutto sia correttamente compilato, ma soprattutto che tutto sia coerente. Cancellare o aggiungere non è mai una buona idea, e il professionista si è visto eliminare la domanda.

Ha dovuto riconsegnarla, finalmente come gli era stato consigliato, e tutto è andato liscio.

 

Il problema è del cliente che magari voleva già partire con la produzione, e invece si vede bloccato.

Il fastidio e le discussioni potevano essere evitate facendo una telefonata per cancellare i dubbi.

 

E questa è la parte del professionista, c’è poi la parte dell’organo preposto alla consegna della ricevuta.

E’ fondamentale che il cliente/professionista verifichi sempre il talloncino, deve controllare che sia menzionato l’articolo 10 e non l’articolo 11.

Chiaramente tutta questo discorso deve essere declinabile in ogni singola realtà regionale.

 

Ciò che è comune a tutti è sicuramente la normativa nazionale, che non ammette ignoranza o errore.

Chiaro, starai pensando, ma non è chiaro per tutti.

Oggi i rischi sono ben più gravi.

Inquinare è punito con denuncia civile e una bella multa salata, se ti va bene.

Ma se ti va male ti chiudono l’azienda e ci vediamo in tribunale per una denuncia penale.

Stai chiedendoti chi sia il soggetto della mia ultima frase ?

Il cliente, ma anche il professionista che ha apposto la firma alla documentazione.

Il gioco si fa serio.

Non penso valga la pena rischiare, tanto più che un consiglio non lo si rifiuta a nessuno, poi i più meticolosi ovviamente vogliono una supervisione, ma è un’altra questione.

Mi auguro che il video ti sia stato utile a far un pò di chiarezza.

Se ti è piaciuto iscriviti al canale, buona depurazione.

MP

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