Autorizzazione allo scarico: Come funziona il Suape ?

Senza l’autorizzazione allo scarico non ti daranno l’abitabilità.

Quella che è un ovvietà per gli specialisti del settore, non lo è certo per tutti.

 

Due settimane fa un cliente molto preoccupato ci faceva visita. Aveva mandato il suo geometra a parlare con un sedicente funzionario pubblico per cercare di capirne qualcosa.

Voleva sapere come doveva muoversi, ma il risultato è stato ancora maggior confusione.

Come mai, ti starai chiedendo, visto che è andato a parlare proprio con un funzionario specializzato ?

La risposta è molto semplice, la normativa è cambiata da un anno e ci sono diverse situazioni in ballo.

Mi spiego meglio.

La vecchia procedura prevedeva una validazione della domanda tramite un organismo fisico, che si doveva riunire e doveva deliberare.

La stò spiegando in parole povere ovviamente, ma il senso è quello.

Capirai che i tempi erano lunghissimi e il pericolo che vi fossero simpatie e favoritismi molto alto. Non ci dovrebbero essere, ma siamo in Italia e sappiamo come vanno le cose, non siamo verginelli. Quindi ipoteticamente poteva accadere.

Oggi con l’introduzione del SUAPE tutto l’iter è stato snellito e velocizzato. Il prezzo da pagare è la responsabilità civile e penale di ciò che l’ingegnere (o professionista incaricato) va a dichiarare.

Ci sono multe molto più salate, e i guai che possono nascere da una dichiarazione mendace sono una ghigliottina pericolosa. Si rischiano multe, di chiudere l’azienda, bloccare la produzione, denuncia penale. Insomma, un bagno di sangue.

Per evitare questa carneficina è saggio fare come ha fatto il cliente, ha cercato una persona informata sulla normativa, qualcuno che ne conosce i dettagli e i segreti. Insomma uno specialista della depurazione.

Se l’ufficio pubblico aveva creato ancora più confusione al suo geometra, cosa avrebbe potuto fare se non rivolgersi a chi da 40 anni milita in questo campo ? 

In questo video del 2017 il Dott. Massimino, responsabile tecnico di www.aziendaitalianadepuratori.it , parla del SUAPE e di come funziona.

Svela senza mezzi termini i segreti nell’interpretazione della normativa. E’ stato il primo ad affrontare l’argomento, e le sue chiavi di lettura sono state avallate anche da uffici pubblici come per esempio la Provincia di Sassari

 

 

Suape, il nuovo sportello per le attività produttive e l’edilizia

Questo nuovo ufficio permette di ottenere l’autorizzazione allo scarico sia per le abitazioni civili, sia per le attività produttive.

Prima del Suape, le attività produttive si rivolgevano al Suap, mentre ora tutto è stato accorpato secondo la legge regionale dalla fine del 2016.

Con le direttive esecutive di Febbraio 2017, tutto è normato secondo gli articoli 9, 10 e 11.

In questo video raccontiamo un  storia vera.

Un Suape ha mandato la ricevuta per il deposito della pratica di autorizzazione allo scarico, e fino a qui nulla di strano, ma quello che succede poi è fondamentale.

Viene menzionato l’articolo 10, dove si parla di autocertificazione, e poi rimandato all’articolo 9, dove viene indicato che la ricevuta di consegna, assieme agli allegati e alla domanda, costituisce titolo abilitativo.

L’autorizzazione è la presentazione della documentazione, e la relativa ricevuta.

Il tutto decorre dopo i 20gg canonici, come da procedimento.
Questo è un passo avanti epocale.

Gli enti hanno però 60gg complessivi per chiedere integrazioni, specifiche, chiarimenti.

In questo frangente possono sospendere l’autorizzazione, o peggio revocare.

 

Un tempo, prima del suape, quando si procedeva per conferenza dei servizi, potevano passare mesi, se non anni.

Funzionari troppo oberati e uffici intasati, un tempo.

Oggi col suape si velocizza tutto, ma ci si assume anche la responsabilità penale di ciò che si scrive.

 

Per evitare sorprese è sempre consigliabile una consulenza fatta da un vero specialista della materia.

Risparmi tempo, stress, brutte sorprese, denunce penali e soldi, molti soldi in multe e in lavori doppi di adeguamento per impianti non certificati.

 

Dott. Paolo Massimino

Responsabile Tecnico di Azienda Italiana Depuratori

 

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